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“Un’incredibile amalgama sonora. Oggi il Quartetto Aphrodite è prima di tutto maturazione di un suono cameristico.

Un programma sorprendente per la scoperta e la riscoperta .Un quartetto della compositrice Meyer affiancato dal primo dei Razumowsky beethoveniani.
Un programma dove il quartetto di strumentiste ha dato prove di grande duttilità sonora e strumentale.
Un ringraziamento dunque al Quartetto Aphrodite che in queste prime due stagioni di Camera Musicale Fiorentina ha dato la propria disponibilità a partecipare regalando al pubblico splendide serate di musica “assoluta”.”

Pubblicato da “Camera Musicale Fiorentina” 

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“Un altro concerto della stagione affidato ancora una volta al Quartetto Aphrodite che già lo scorso 16 maggio aveva offerto una prova notevolissima delle proprie capacità.
Questa sera il quartetto d’archi ha affrontato pagine di rara bellezza della celebre ed inimitabile scuola viennese. Mozart e Schubert con le loro struggenti pagine musicali hanno riempito il folto pubblico intervenuto (finalmente!!!…) e si sono ben amalgamate con una piccola ed inedita perla rappresentata da una lettura galante ed attenta di un quartetto della Lombardini Sirmen.
Idealmente questa composizione si può collocare proprio a metà strada tra i due geni assoluti della musica di ogni tempo ma occorre sempre non trattare le opere meno ascoltate come qualcosa di nuovo per forza.
Una prova bellissima di un quartetto d’archi con grande carattere e voglia di ricerca e di affermazione di idee indipendenti ed interessanti che sicuramente guarderà al futuro con rinnovati stimoli.”

Pubblicato da “Camera Musicale Fiorentina” 

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“Finalmente una bellissima serata con un accattivante programma.
Il Quartetto Aphrodite composto da Luisa Bellitto I violino,Fanny Ravier II violino,Camilla Insom viola,Marilena Cutruzzulà violoncello ha proposto una lettura fine ed elegante del Quartetto “Americano” di Antonin Dvorak.
A questa va aggiunta anche l’esecuzione del quintetto di Boccherini in Mi con il celebre Minuetto che troppe volte è considerato brano da salotto e da ricevimento.Invece si rivela in tutta la sua fine semplicità e si unisce alla curiosa alternanza “con e senza sordina” che rimane il tema dell’intero quintetto.
L’apporto di Leandro Carino come secondo violoncello ha significato per il quartetto sicuramente un’esperienza inusuale e stimolante alla luce anche di un fuoco che arde sotto la cenere apparente.”

Pubblicato da “Camera Musicale Fiorentina” 

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<< (…)Ultimo concerto formato da un quartetto di “ninfe” (…) tanta è stata la dolcezza di ciò che hanno eseguito e di come lo hanno eseguito. Il Quartetto Aphrodite più la violista Alicia Marie Valoti (…) Se abbiamo già affermato che l’ASAM ha chiuso in bellezza la prima parte del sua stagione concertistica (…) bensì con la musica tra la più melodica , più piacevole (…) come è stata la meravigliosa “Serenata” op. 3 di Sokolov, che ha introdotto l’esibizione con la dolcezza (…) >>

Arturo Messina (estratti dalla recensione in occasione del concerto per la LI Rassegna Concertistica di ASAM – 17.06.2014 “Libertà”)

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“Nel pomeriggio e nella serata di mercoledì 30, giorno di presentazione del progetto, il quartetto d’archi Aphrodite ha eseguito tre lavori particolarmente interessanti “Two Moments for string quartet” di Rebecca Clarke, “Estasi” di Caterina Paoloni ed in prima assoluta “Accordo Incendiario”del compositore Andrea Portera. (…) Andrea Portera è un prodotto accurato che orgogliosamente vogliamo fiorentino, per la precisione del Conservatorio “Luigi Cherubini” e della Scuola di Musica di Fiesole, pluripremiato in oltre venticinque concorsi di composizione. E Accordo Incendiario è una bella rivelazione. (…) Due violine, una viola e una violoncella vestite di rosso e nero, elegantissime, ai piedi di una delle magiche sculture del Marini hanno reso un’esecuzione avvolgente e perfettamente concentrata, tanto da non lasciare spazio e tempo ai colpi di tosse. Ad introdurre e completare la performance serale una lettura recitata e passi di danza silenziosa.”

Francesca Vinci (“Arte e Arti” del 3/04/2011)

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“Il quartetto Aphrodite è stato una gradita sorpresa non solo per l’avvenenza e la giovane età delle sue componenti, ma per le loro già acquisite maturità artistica e sensibilità interpretativa. Il programma era dedicato alla scuola viennese di fine Settecento, con un Mozart giovanile e un Haydn di splendida scrittura. Mozart era interpretato con leggerezza nel primo e terzo movimento, ma con intensità nel secondo, un Adagio dalla insospettabile forza emotiva in un musicista già grande, ma che non ha ancora sviluppato appieno la sua libertà creativa. La compattezza del suono, il preciso gioco di squadra, la capacità di far risaltare i singoli strumenti e la bellezza e incisività delle melodie si sono rivelati appieno nella composizione di Haydn. Come bis il quartetto ha lasciato la Vienna classica per quella del primo Novecento, con un brano di Webern, ove gli influssi di Strauss e di Mahler si sentivano nella bella melodia che caratterizzava il pezzo, che però già si apriva, anche se in modo timido, alle future esperienze dell’autore. Il brano (Langsamer Satz) è stato eseguito con una tale intensità di suono che sembrava di sentirlo eseguire da un’orchestra d’archi. Il successo del concerto è stato pieno e spero di poter avere di nuovo il quartetto Aphrodite al teatro De Andrè nel programma della sua stagione musicale. ”

Ugo Bedeschi  (Recensione in occasione del Festival “Quartettiamo! 2010″)